Cronache Salisburghesi II – Convivenza

Vivo in un appartamento in un collegio, il Franz Von Sales Kolleg. È un grosso appartamento con quattro stanze singole. La mia stanza è la più piccola – e io dico: meglio, mi ci vogliono cinque minuti a pulirla! … ma ha anche degli svantaggi. Per esempio: se voglio attraversare la stanza, dalla porta verso la finestra, la sedia deve essere infilata sotto la scrivania. Altrimenti si crea lo sbarramento scrivania-sedia-letto, e io di lì non passo. Ma non è un grande problema. Infatti, il vantaggio della pulizia-ultra-rapida riesce a soprassedere ad ogni possibile lagna in proposito.

 

Parliamo un po’ del contenuto.

Ho un armadio, una specie di “comò” (c’è qualcuno che lo chiama ancora così o sono rimasta solo io?), scrivania, letto, comodino. C’è anche il materasso. Un materasso che…

Dal momento che nel giro di una settimana ha assunto la forma del mio corpo, dal momento che ne sento le molle, qualche giorno fa (quindi dopo quasi due mesi) ho deciso di girare dall’altra parte. Per farlo, avrei dovuto togliere questa specie di saccone di iuta con la cerniera che lo copriva (il fondo del saccone è di materiale diverso). Dopo averlo tolto, ho girato il materasso. Non lo avessi mai fatto: sull’altro lato aveva una macchia gialla. E un’etichetta, che ho letto. Questa è stata applicata da una società di pulizia di materassi. L’ultima pulizia è stata effettuata nel luglio del 1997, quando avevo otto anni. C’è anche la scritta “Prossima pulizia: luglio 1998”. Pulizia che immagino non sia mai stata effettuata.

Non commenterò oltre. Dico solo che ne ho chiesto uno nuovo, me l’hanno dato, ma non controllerò cosa c’è sotto.

 

Le altre stanze sono ovviamente abitate da altre coinquiline.

Abbiamo:

La Serba (auto-soprannominata Apu perché quando si rende conto di come parla l’inglese le sembra di essere Apu dei Simpson) trapiantata da dieci anni a Salisburgo che lavora in università e intanto scrive un master in comunicazione. Ha ventinove anni e lavora anche come cameriera per pagarsi gli studi, il vitto e l’alloggio.

La Ragazza Americana di Richmond, che sa già bene il tedesco in quanto sua madre è austriaca. Dolci e teneri vent’anni americani, vegetariani tendenti al vegano.

Schatzie, l’amburghese col fidanzato militare Schutzie che si insedia qua tutte le settimane che il Signore manda in Terra per la bellezza di tre giorni. Ventiquattr’anni e otto di fidanzamento. Non ho neanche la speranza che la presenza del soldatino si interrompa bruscamente.

 

Stamattina si è verificata la prima occasione in cui le avrei volute uccidere, tutte e tre. Sono delle ragazze fortunate, perché comunque mi dovevo alzare. Se avessi voluto dormire, allora no, la dea bendata non le avrebbe baciate così appassionatamente.

Schatzie si infila sempre gli stivali almeno cinque minuti prima di uscire, e tacchetta in giro per la casa. Stamattina ha anche usato il phon, in camera sua, sì… ma confina con la mia. Apu anche lei in giro con gli stivali, però per più di mezz’ora. Finestra del bagno aperta (il giovedì mattina si devono fare tutte la doccia, giuro che non capisco), porta del bagno socchiusa: così sbatte meglio, più di frequente, e distrugge più efficacemente i miei insofferenti nervi mattutini. La Ragazza Americana stamattina ha voluto fare le cose in grande: uscire dalla camera ed entrarci decine di volte, lanciandosi dietro la porta, così che anche quella potesse sbattere meglio; tenere la porta della cucina aperta mentre spadellava e usava l’acqua mentre si preparava la colazione; sbattere accuratamente tutti i cassetti e le antine della cucina.

Io mi chiedo che problema abbiano. Se avessi voluto dormire, sarei uscita e avrei urlato “What the f**c is wrong with you today?!”.

Non ho incontrato Schatzie, ma le altre due sì: mi hanno rivolto un sorridente “Good morning!”. Ad una ho risposto con un ironico “’Morgen”, all’altra penso di non aver proprio risposto.

 

Sì, insomma. Diciamo che in questa casa io sono l’unica che non va a letto dopo Carosello e che non si sveglia alle 6-6.30 per uscire di casa alle 8.30.

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6 commenti su “Cronache Salisburghesi II – Convivenza”

  1. Giulia Dice:

    …..come ti capisco….. xD

  2. Michele Dice:

    Verrà il momento in cui potrai assaporare la vendetta! xD io posso contribuire spedendoti qualche petardo.

  3. Michele Dice:

    Ti capisco anche io comunque…….la dura legge della convivenza!

  4. David Dice:

    Oh (adoro esordire con un “oh”), devi credermi! Ti capisco al 100%.

    Comunque sia, credo che esistano situazioni peggiori:
    il mio coinquilino, che per rispettare la privacy chiameremo fattellimmerda (si, con due “emme”, e si, fattelli, che é la storpiatura del suo cognome)fa cose peggiori.
    Ad esempio svegliarsi la DOMENICA alle 8 e mezza del mattino e passare beatamente l’aspirapolvere, oppure appiccare incendi in balcone (che senza il mio intervento, l’ultima volta stava per diventare qualcosa di serio), o ancora stare simpaticamente al telefono con sua madre scambiandosi reciproci insulti pesanti urlando come dei rincoglioniti…
    potrei andare avanti all’infinito ma mi fermo qui.

    Se vuoi un consiglio fai come me: procurati tappi per le orecchie.


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